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Sponsor a Villa Gaeta, Pinetum 05 - Alberi

Ben ritrovati nel mio Blog !!

Mi troverete come Sponsor a Villa Gaeta per l’evento Pinetum 05 – Alberi

Pinetum giunge alla quinta edizione, è l’anno dell’arte (arte e design si alternano da sei anni) e il tema scelto da Bruno Boretti è “Alberi”.
Il tema, solo apparentemente facile, è invece semplice, punta a stabilire una misura creativa tra desiderio espressivo, tra desiderio di fare, e l’espressione della vita che ci precede, ci è e ci segue.

La scultura è la modalità espressiva che contraddistinguerà questa edizione con tre artisti che hanno creato le loro opere in simbiosi con il parco.

Per info https://www.facebook.com/events/307878973356306/

 


Da luglio su Google Chrome i siti non HTTPS saranno indicati come ‘Non sicuri’

Ben ritrovati nel mio Blog !!

Google fa sapere che dal prossimo mese di luglio tutti i siti ancora HTTP, quelli non criptati, verranno indicati come “Non sicuri” su Chrome, a partire dalla versione 68.  Ad oggi tutti i siti HTTPS sono indicati con un lucchetto in verde e la scritta “Sicuro”.

Con un post pubblicato dalla security product manager Emily Schechter, Google fa sapere che dal prossimo mese di luglio tutti i siti ancora HTTP, quelli non criptati, saranno indicati come “Non sicuri” sulla nuova versione di Chrome, la numero 68. Ad oggi i siti criptati, quindi quelli HTTPS, vengono visualizzati con il lucchetto in verde e la scritta “Sicuro”.

L’intento è quello di rendere la navigazione dell’utente su siti sicuri e il progresso verso siti criptati lo scorso anno è stato notevole. Più del 68{d97bc50ceab22245aad044fae9685ca472fc4fc5b1e8f57e806f3a7a82673879} del traffico su Android e Windows risulta protetto; più del 78{d97bc50ceab22245aad044fae9685ca472fc4fc5b1e8f57e806f3a7a82673879} del traffico su Chrome, su OS e Mac, risulta oggi protetto; e ancora, l’81{d97bc50ceab22245aad044fae9685ca472fc4fc5b1e8f57e806f3a7a82673879} dei siti top 100 risulta essere criptato.

Google sostiene che visto il ritmo crescente di siti che passano da HTTP a HTTPS, dal prossimo mese di luglio sarà quindi doveroso indicare come “Non sicuri” quelli che ancora non hanno effettuato il passaggio.

La crittografia HTTPS permette di proteggere la navigazione dell’utente sul sito dal browser che sta usando, è un modo per evitare che altri possano manomettere il traffico o spiare i dati della propria navigazione. Infatti, senza tale crittografia chiunque potrebbe intercettare le informazioni scambiate con il sito web oppure iniettare malware sulle pagine.

InTime ha proceduto al passaggio alla versione criptata esattamente un anno fa, oggi l’operazione è comunque molto semplice con servizi automatici come “Let’s Encrypt“. Google invece suggerisce il proprio strumento “Lighthouse”. Il consiglio è quindi quello di operare il passaggio prima del mese di luglio!

Il tuo Sito Web non ha ancora un Certificato SSL?

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Ma cosa sono i certificati SSL?

I certificati digitali SSL (Secure Sockets Layer) sono protocolli che hanno la funzione di criptare il flusso di informazioni che vengono raccolte dal tuo sito in modo che qualsiasi dato, nel passaggio dal tuo pc a Google, non possa essere “visto” da altri soggetti.

Perché attivare un certificato SSL?

I certificati SSL (particolarmente importanti per gli e-commerce, ma non solo) hanno vantaggi non indifferenti che garantiscono visibilità, sicurezza dei dati, fiducia, costi contenuti. Scopriamoli nel dettaglio.

1. VISIBILITÀ: promossa perché certificata

Google, primo tra i motori di ricerca, ha chiaramente dichiarato guerra ai siti ritenuti non sicuri, avvisando che ci saranno forti penalizzazioni a partire da gennaio 2017.
Per contro, i siti che entro quella data avranno attivato un protocollo HTTPS tramite un certificato SSL, guadagneranno un migliore posizionamento nella SERP (search engine results page) di Google, con conseguente aumento di visibilità e degli accessi.

2. SICUREZZA DEI DATI: i tre punti cardine

  • Autenticità: i dati ricevuti dal sito sono affidabili (per garantire l’utente rispetto a eventuali imitazioni del sito a scopo di phishing).
  • Integrità: i dati non hanno subito alterazioni durante il trasferimento.
  • Crittografia: in caso di intercettazione dei dati, nell’utilizzo di reti wifi non  protette (alberghi, ristoranti, ecc.), questi non sono leggibili.

3. FIDUCIA: una qualità irrinunciabile

Gli utenti che vedono il lucchetto verde nella barra dell’indirizzo, sono portati ad avere maggiore fiducia nei confronti del sito che stanno navigando e nell’azienda che questo rappresenta. Di conseguenza migliora la reputazione del marchio con ritorno positivo in termini di immagine.

4. COSTI CONTENUTI: anche il prezzo ha il suo peso

Oggi i certificati SSL non richiedono più un IP dedicato, con conseguente risparmio economico.
Inoltre, l’impatto sui sistemi è stato ridotto grazie alle soluzioni tecniche attualmente disponibili.
Attivare un certificato SSL non è più una procedura onerosa.

 

Cosa aspetti? Rendi sicuro il tuo sito con un certificato SSL!

 

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Come adeguare il sito web al GDPR entro il 25 Maggio

Ben ritrovati sul mio blog!

Il General Data Protection Regulation è il regolamento europeo sulla protezione dei dati e sulla gestione della privacy che entrerà in vigore a partire dal 25 maggio 2018: si tratta di un considerevole cambiamento nella cybersicurezza finalizzato a tutelare ulteriormente i dati personali dei cittadini europei.

Poiché si tratta di un regolamento europeo, verrà recepito dal nostro Paese in maniera obbligatoria e senza interventi di adeguamento da parte dei legislatori nostrani: ogni Stato europeo dovrà adattarsi a istituire una società preposta a verificare l’applicazione alla normativa e le misure correttive da fare osservare in caso di eventuali violazioni.

Con il GDPR si giunge a un nuovo tassello di legislazione europea sul trattamento dati.

Il regolamento – che diverrà esecutivo il 25 maggio di quest’anno senza possibilità di ritardi, essendo appunto un’attuazione senza necessità di adattamento – punta a offrire nuove modalità di tutela ai cittadini europei che cedono i propri dati personali a terzi, e renderà più uniformata l’attività di trattamento dati nei vari Stati membri.

Benché i principi di tutela privacy restano gli stessi degli anni precedenti, ora si nota una mano maggiormente calata sulle assicurazioni da offrire ai proprietari dei dati personali sulla correttezza di trattamento delle loro informazioni.

I proprietari e i gestori dei siti dovranno quindi rimboccarsi le maniche per adempiere alla nuova normativa sulla cybersicurezza, il che non è detto che sarà semplice per coloro che non sono ferrati in materia giuridica.

Quali sono gli obblighi del GDPR per i proprietari dei siti?

La Guida all’applicazione del Regolamento europeo in materia di protezione dei dati personali disponibile sul sito del Garante della Privacy fornisce una panoramica esaustiva sugli obblighi che attendono imprese e professionisti. Essa mette a punto un sistema articolato di gestione dei dati personali che vede il Titolare dei dati personali tenuto a dimostrare di rispettare l’applicazione al GDPR.

Ciò significa che imprese ed enti articolati dovranno individuare un Data Protection Officer, un responsabile del trattamento dati appositamente previsto nella gerarchia aziendale per rispondere alle numerose criticità informative, gestionali e di rendicontazione.

Il nuovo Regolamento europeo sulla privacy prevede sanzioni piuttosto pesanti: possono arrivare fino a 20 milioni di euro oppure al 4{d97bc50ceab22245aad044fae9685ca472fc4fc5b1e8f57e806f3a7a82673879} del fatturato globale, qualora i 20 milioni non dovessero essere efficaci come sanzione. Una bella batosta per un’impresa di piccole o medie dimensioni, non pensi?

Quali sono i dati da gestire che interessano i proprietari dei siti web?

La normativa fa riferimento ai dati personali, ovvero a tutte quelle informazioni legate alle persone (nome, indirizzo IP, coordinate bancarie…) e in particolare alla combinazione dei dati tali da portare all’identificazione dei singoli utenti; ciò comporta che anche i cookie impiegati per trattare dati personali rientrino nel GDPR.

I cookies infatti, a parte quelli tecnici, rientrano tra i servizi di terze parti che collezionano informazioni sugli utenti e il responsabile del trattamento dati è tenuto a offrire ai visitatori del proprio sito chiare indicazioni su come i dati vengono conservati e trattati.

Il GDPR richiede quindi che tutti i servizi che memorizzano dati di utenti europei vengano espressamente descritti nella policy, rendendo gli utenti edotti di ciò che forniscono ai servizi e come fare per modificarli o cancellarli.

Anche se non sembra, ci sono molti dati personali che vengono memorizzati nell’ambito della consultazione di un sito web (e a maggior ragione negli ecommerce) da cui derivano molteplici obblighi legati alla sicurezza.

Pensiamo per esempio alle password memorizzate dagli utenti nei forum e negli shop online, alla crittografia da implementare per tutelare la trasmissione dei dati relativi ai pagamenti, alle policy da redigere con competenza per assicurarsi che abbiano qualità di integrità, correttezza ed esaustività.

Il GDPR comporta un orientamento al trattamento dei dati più rigoroso e trasparente, in particolare:

  • tentare di memorizzare la minore quantità possibile di dati personali
  • rendere le finalità per le quali i dati sono memorizzati più palesi e meglio riscontrabili
  • elaborare i dati accumulati solamente previa specifica autorizzazione, rendendo perfettamente comprensibile gli scopi dell’elaborazione ai fruitori

I proprietari dei siti web situati nell’Unione Europea devono rendere evidente la propria privacy policy indicando:

  • quale genere di dati viene raccolto
  • chi sta monitorando gli utenti
  • chi si occupa della conservazione delle informazioni
  • dove e per quanto tempo i dati vengono memorizzati

I titolari del trattamento dati devono permettere inoltre ai visitatori di modificare le preferenze sul sui dati personali in ogni momento, compresa la richiesta di cancellazione dei dati se necessario.

Tra i principali dati impiegati nei siti web e negli ecommerce che rientrano nella normativa possiamo avere:

  • i dati sensibili legate agli utenti
  • quanto inserito nei forum dei commenti e i moduli di contatto
  • le credenziali di accesso
  • gli strumenti di Analytics e di tracciamento per finalità di web marketing
  • i plugin che tracciano i dati degli utilizzatori

Tutti questi dati personali devono essere quindi chiaramente espressi nella privacy policy del sito, in modo che gli utenti possano offrire un consenso esplicito e informato. Tale consenso deve essere registrato per averne prova, e deve potere essere revocabile in ogni momento da parte dei proprietari dei dati.

Come mettere insieme una serie di regole precise, esaustive e corrette, che mettano al sicuro dalle pesanti sanzioni e dai danni che potrebbero subire i proprietari dei dati?

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Come adeguare il proprio sito al GDPR?

Il GDPR costituisce a conti fatti un’evoluzione della normativa sul trattamento dati personali che sposta l’asticella ancora più in alto per quanto riguarda i doveri a carico di blogger, webmaster e proprietari di ecommerce.

Tra i vari impegni a cui fare fronte rientra:

  • monitorare i servizi attivati sul proprio sito ed ecommerce che memorizzano i dati personali
  • confrontare le informazioni memorizzate dal portale con quelle previste dal GDPR
  • tenere traccia del consenso offerto dagli utenti

Per rendersi in linea con la nuova normativa sul trattamento dati occorre svolgere un’attività di analisi per comprendere quali ripercussioni in termini di trattamento dati comportano l’infrastruttura e le funzionalità del nostro portale.

Attraverso la valutazione iniziale si appura se l’azienda è in possesso di dati inerenti i cittadini europei, e di conseguenza di quali informazioni occorre trattare nella policy, oltre naturalmente a stimare l’impatto sul personale aziendale che la tutela dei dati possa avere.

I dati dovranno essere memorizzati in appositi archivi facilmente rintracciabili ed esaminabili all’occorrenza. Il consenso da richiedere ai proprietari dei dati deve essere ovviamente riferito a ciascun servizio, non si può chiedere una sola approvazione cumulata.

Una volta individuate le criticità da risolvere, bisognerà mettere mano a un piano di regolamento consistente nelle misure da adottare in termini di rendicontazione sul trattamento dei dati personali.

Il responsabile del trattamento dati – la cui nomina è obbligatoria per le aziende – deve mettersi in condizione di poter assicurare la sicurezza dei dati in proprio possesso, la tempestività e la correttezza delle comunicazioni agli interessati.

Essere in regola con il GDPR significa anche avere il diritto di difendersi a fronte di eventuali contestazioni su possibili illeciti avvenuti.

Ovviamente, il titolare dei dati dovrà provvedere a una continua azione di monitoraggio per appurare la rispondenza delle proprie dichiarazioni alla mutata situazione del portale.

Attraverso una valutazione dei cambiamenti nel tempo dei dati memorizzati, si può prendere consapevolezza della gravità delle violazioni subite per stimare i danni e le misure da adottare.

Tieni presente inoltre che le falle della sicurezza e le violazioni avvenute ai danni dei proprietari dei dati devono essere segnalate entro 72 ore dalla scoperta.

Hai bisogno di una mano per mettere in regola il tuo sito con gli obblighi del GDPR?

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Quanto costa un Sito Web Professionale?

Credo sia interessante, per chi ha bisogno di un sito, sapere quali sono tutti i costi che concorrono a definire la cifra che compare nell’ultima pagina del preventivo per il sito web.

In questo articolo descriverò nel modo più chiaro possibile tutti i costi di un sito web efficace così da aiutarvi a capire se il budget che avete stanziato per il progetto è congruo. Non sono solito scrivere articoli tanto per fare e l’argomento necessita di essere spiegato bene quindi mettetevi comodi… avrete un pò da leggere!

Costi per la creazione di un sito web si dividono in tre tipi:

  1. I costi di marketing, variabile spesso non considerata dagli imprenditori.
  2. I costi di sviluppo (il costo di chi si occuperà dello sviluppo del sito web)
  3. I costi di manutenzione (il costo di chi dovrà occuparsi del suo aggiornamento)

Costi di Marketing

Quale bisogno soddisfa il tuo prodotto o servizio? Nel mercato è già presente una domanda per quello che offri? Si tratta di domanda latente o espressa?

Questo tipo di domande costituiscono l’inizio delle mie consulenze gratuite con gli imprenditori e devo ammettere che, spesso, non sempre le risposte sono chiare. È normale, un imprenditore deve conoscere moltissime discipline differenti e non può anche ricoprire il ruolo di esperto di comunicazione.

Nelle grandi imprese sono previste apposite figure ma il mio cliente tipo sono le piccole e medie imprese e in queste realtà spesso è il titolare che deve occuparsi di tutto.

Spesso, gli elementi fondamentali per una comunicazione efficace sono già all’interno dell’offerta ma non sono evidenziate nel modo corretto ed espresse attraverso uno statemant differenziante che aiuta i potenziali clienti a capire che siamo la risorsa migliore per loro.

Costi di sviluppo

Nei costi tecnici per lo sviluppo del sito web rientrano le voci relative alla creazione del sito web (scelta del cms più adatto, installazione e configurazione, creazione della grafica, aggiunta delle estensioni o dei plugin), quelle per la costruzione dell’alberatura dei contenuti e infine quelli di ottimizzazione del cms. A questi costi si aggiungono quelli per l’infrastruttura informatica che dovrà occuparsi di gestire il vostro dominio e i files che compongono il vostro sito web garantendovi visibilità costante e un buon livello di sicurezza affinchè il sito non venga manomesso.

Costi di aggiornamento

Nella voce “costi di aggiornamento” rientrano tutte quelle attività che vengono svolte per mantenere il sito web “vivo” e per far capire a Google che siete una buona risorsa per i vostri clienti.

Perchè mai dovrebbe importarvi?

Perchè l’obiettivo primario di Google è quello di fornire buoni risultati nella sua ricerca… dovete pensare che chi digita qualcosa nel motore è il primo cliente di Mountain View. Offrire i risultati migliori consente a Google di essere il motore di ricerca più utilizzato e di guadagnare miliardi di dollari con la pubblicità.

Devi essere la risorsa migliore per chi fa una ricerca

Se il tuo sito web non è una buona risorsa per i tuoi utenti e per Google tutti gli investimenti saranno sprecati, questo deve esserti chiaro.

 

Per potervi posizionare in rete dovrete:

  1. Scrivere contenuti utili agli utenti
  2. Diffondere in rete i vostri articoli, veicolandoli attraverso una corretta strategia
  3. Creare un collegamento tra le soluzioni offerte gratuitamente nei vostri contenuti e i vostri servizi a pagamento

Queste attività sono molto importanti e ci consentono di ricevere molte richieste e di lavorare grazie al sito web.

Costi sito web – La piramide.

I costi per il sito web possono essere visualizzati come una piramide in cui quanto più è solida la base tanto più il vostro business potrà arrivare in alto.

Tutto è nelle vostre mani e il vostro compito è definire l’agenzia che offre la scala di servizi più in linea con le vostre aspettative. Non è diverso che acquistare una macchina per rappresentanza.

Potete acquistare una 500 o una Ferrari. Entrambe vi porteranno a destinazione ma potrebbero avere una influenza diversa sull’opinione che il vostro cliente avrà di voi, condizionando la trattativa e la vostra capacità di generare business.

In conclusione non c’è un prezzo di riferimento per la realizzazione di un sito web … possiamo solo dirti che il nostro servizio è solido e ti aiuterà a costruire il  futuro della tua azienda all’interno di Internet, sia in termini di ricerca che di comunicazione.

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Voucher per la Digitalizzazione - Bonus 10.000 Euro

Voucher per la digitalizzazione delle Pmi

Cos’è

È una misura agevolativa per le micro, piccole e medie imprese che prevede un contributo, tramite concessione di un “voucher”, di importo non superiore a 10 mila euro, finalizzato all’adozione di interventi di digitalizzazione dei processi aziendali e di ammodernamento tecnologico.

La disciplina attuativa della misura è stata adottata con il decreto interministeriale 23 settembre 2014.

Cosa finanzia

Il voucher è utilizzabile per l’acquisto di software, hardware e/o servizi specialistici che consentano di:

  • migliorare l’efficienza aziendale;
  • modernizzare l’organizzazione del lavoro, mediante l’utilizzo di strumenti tecnologici e forme di flessibilità del lavoro, tra cui il telelavoro;
  • sviluppare soluzioni di e-commerce;
  • fruire della connettività a banda larga e ultralarga o del collegamento alla rete internet mediante la tecnologia satellitare;
  • realizzare interventi di formazione qualificata del personale nel campo ICT.

Gli acquisti devono essere effettuati successivamente alla prenotazione del Voucher.

Le agevolazioni

Ciascuna impresa può beneficiare di un unico voucher di importo non superiore a 10 mila euro, nella misura massima del 50{d97bc50ceab22245aad044fae9685ca472fc4fc5b1e8f57e806f3a7a82673879} del totale delle spese ammissibili.

Come Funziona

Con decreto direttoriale 24 ottobre 2017 sono state definite le modalità e i termini di presentazione delle domande di accesso alle agevolazioni. Le domande potranno essere presentate dalle imprese, esclusivamente tramite la procedura informatica che sarà resa disponibile in questa sezione, a partire dalle ore 10.00 del 30 gennaio 2018 e fino alle ore 17.00 del 9 febbraio 2018. Già dal 15 gennaio 2018 sarà possibile accedere alla procedura informatica e compilare la domanda. Per l’accesso è richiesto il possesso della Carta nazionale dei servizi e di una casella di posta elettronica certificata (PEC) attiva e la sua registrazione nel Registro delle imprese.

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